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18402577_10211554854659766_7277408650897969317_n“Siamo quelli che hanno fatto una scelta coraggiosa, di libertà, accettandone consapevolmente tutti i rischi: noi abbiamo deciso di non sottometterci alle leggi e alle dinamiche del mercato, ma di esplorare spazi nuovi, senza confini, utilizzando forme di comunicazione diverse da quelle tradizionali. Noi abbiamo scelto di portare la passione racchiusa nei nostri libri nelle strade, nelle piazze, nei parchi.

Proprio la strada diventa per noi il luogo ideale dove raccogliere storie, quelle più autentiche, e raccontarle affinché possano arrivare a chiunque, sia anche attraverso un tablet o uno smartphone.

La nostra è una scrittura che incontra il pubblico uscendo dagli schemi convenzionali, una scrittura magari non priva di difetti, ma vera, fatta di gioie e dolori, proprio come quelli vissuti dalla gente comune che la apprezza perché vi si riconosce.

L’obiettivo è quello di creare un circolo virtuoso in cui le parole, partendo dal basso, arrivino al cuore delle persone, per le quali la lettura diventi un’esperienza di valore, parte necessaria della vita quotidiana perché capace di arricchirla in modo sostanziale.

Ecco che si crea un rapporto genuino di scambio e condivisione tra pubblico ed autore, senza pregiudizi e senza intermediari, in cui i lettori imparano ad amare quell’autore che proprio da loro ha tratto la sua ispirazione.

Siamo tanti ed ognuno con una storia che custodisce qualcosa di speciale, capace di trasmettere emozioni e sensazioni tali da farci sentire bene con noi stessi e col mondo intero.”

 

La piccola parentesi che sto per fare mi riguarda personalmente poiché faccio parte del movimento/gruppo indicato nel titolo.

Chi o cosa sono gli “streetlibers”? Tralasciando il manifesto inserito all’inizio, un po’ troppo poetico/romantico per riuscire a spiegare l’essenza di questo gruppo (perché si parla di un gruppo), gli “streetlibers” sono scrittori indipendenti che hanno, in primo luogo, deciso di pubblicare il loro lavoro attraverso la piattaforma di Streetlib (che è quella che uso io e che, tra le altre cose, vi consiglio in caso vogliate prendere la strada dell’autopubblicazione e non sappiate dove orientarvi) e che, tramite l’iniziativa di Biagio Veneruso (fondatore ed ideatore del gruppo), hanno deciso di collaborare per colmare quelle mancanze/problematiche tipiche di chi non ha alle spalle una casa editrice (organizzare la propria presenza in fiera, modalità di esposizione pubblicitaria, condivisione di informazioni utili, collaborazione tra autori, ecc…).

Quindi questa piccola parentesi è una pubblicità a Streetlib e ad una sua iniziativa? Si e no. Si perché questa cosa, al momento, è presente solo su quella piattaforma. No perché, in realtà, non è nata dalla piattaforma stessa ma da una voglia di collaborazione presentata e spinta dal suo fondatore (che è un autore che usa la piattaforma, non un suo dipendente) e supportata (pubblicizzata) da Streetlib.

Perché ve ne parlo? Per due motivi precisi: primo motivo … mi è stato chiesto in quanto facente parte del gruppo in questione (ed è giusto che io faccia la mia parte);secondo motivo, credo che sia un ottimo modo di pensare all’auto-pubblicazione,alla scrittura indipendente ed ai modi per cancellare (o perlomeno diminuire)  tutte quelle limitazioni (di contatti, organizzazione e di soldi) che si trovano davanti chi, come me, ha fatto la scelta di seguire (per diversi motivi) una strada indipendente.

Spero che questa piccola parentesi sia risultata interessante, magari utile a far conoscere il gruppo a chi già fa uso della piattaforma di pubblicazione, a chi ne vuole scegliere una o a chi, facendo parte di un’altra realtà indipendente, voglia prendere ispirazione.

Per chi fosse interessato lascio il link alla pagina del gruppo.

Streetlibers

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