Tag

, , , , ,

odio“Andrea sembra incominciare senza particolari intoppi la sua vita. Tra avventure sentimentali e qualche incontro fuori dalle righe, troverà già in giovane età la donna della sua vita. In seguito, però, tutto andrà per il peggio e tra fughe dall’Italia, lavori mal pagati e ricoveri in strutture psichiatriche, dovrà affrontare la desolazione che attanaglia chiunque approcci questo mondo.
Il lavoro seppur inventato è fortemente introspettivo e attinge a piene mani dall’esperienza di vita dell’autore. Il linguaggio a volte spinto è una precisa scelta dell’autore.”

 

“Odio” è un libro particolare sia per la tipologia che per lo stile con cui è stato scritto. La trama ruota intorno alla vita del protagonista che , sin dalla più giovane età, è affetto da diverse ( e gravi) patologie psichiche ( paranoia, complesso di persecuzione ed una sessualità fin troppo esuberante che , spesso, cade nell’onanismo compulsivo). Il libro descrive alcuni episodi della sua vita e di come la sua malattia ne influenzi pesantemente il percorso.

La narrazione avviene attraverso il racconto dello stesso protagonista, come se fosse un libro di memorie. Il narratore/protagonista, oltre a descrivere le sue vicende, riflette sugli eventi ,da lui stesso narrati, descrivendo sia il punto di vista del sè stesso passato che , alcune volte, quello del momento in cui narra, in cui è cosciente di quale sia la sua  condizione medica ( il così detto ” senno del poi”).

L’ambientazione è realistica, la nostra, ma cronologicamente e geograficamente differente da episodio ad episodio. La descrizione degli ambienti non è mai particolarmente approfondita anche se non mancano mai i particolari contestuali che danno un’idea ben precisa del tipo di atmosfera che respira il protagonista. Le descrizioni, infatti, sembrano ricalcare la visione del mondo di lui, in una visione soggettiva dell’ambiente , dettaglio che aiuta molto per quanto riguarda l’immersione nel personaggio. Da ciò scaturisce un’atmosfera generale di squallore e prevaricazione, anche nei contesti di vita più mondana.

Come è ovvio che sia, date le modalità della narrazione, c’è una grande esplorazione della personalità del protagonista che avviene sia in modo diretto (descrivendone le caratteristiche ) che indiretto (tramite lo stile narrativo o gli eventi che vive ). Interessante è il modo in cui l’autore ha deciso di rendere manifeste le ossessioni del personaggio, mettendo in risalto il ripetersi di alcune specifiche azioni (onanismo compulsivo, ad esempio) e degli elementi ambientali su cui il personaggio si focalizza. Una scelta simile ha sia il pregio di rendere più evidenti i disturbi del protagonista fino a (quasi) viverli, che il difetto di far risultare la narrazione più pesante.

Per quanto riguarda i personaggi secondari, la loro descrizione è, ovviamente, meno accurata ma comunque funzionale al loro ruolo, focalizzata, di solito, su uno o due aspetti principali.

Oltre ad una , ovvia, differenza quantitativa nella strutturazione dei personaggi, se ne nota una anche di metodo. Il protagonista è fisicamente abbozzato. Se ne conoscono le caratteristiche fisiche ma l’autore si concentra di più a farci conoscere la sua psicologia. La faccenda si ribalta con i personaggi che gli girano intorno dove domina più la descrizione esteriore che interiore, spesso abbozzata o assente.

La differenza sopra descritta, comunque, non va interpretata come difetto. In un libro come “Odio” , che presenta continui cambi di luoghi e personaggi, differenti scelte avrebbero appesantito un ritmo di narrazione già pesante di suo. Questa libro, infatti, soffre di una narrazione lenta, a tratti ripetitiva, dovuta sia alla tipoligia di cui fa parte ( le storie introspettive non sono famose per i ritmi al cardiopalma ) sia al fatto che il soggetto trattato non permette grandi variazioni narrative. L’ossessività con cui vengono riproposte alcuni pensieri ed azioni se da da una parte ci permettono di immergerci di più nel personaggio, dall’altra danno una forte sensazione di fastidio e pesantezza.

Al salvataggio di tale situazione arriva la seconda metà del libro dove si presenta un’importante svolta narrativa che andrà a mitigare una parte di questi problemi.

Punto forte della storia è l’originalità. Esistono diverse storie incentrate su malati mentali ma, di solito puntano in due direzioni nette: o pazzo psicopatico o malato da compatire ed aiutare. Qui c’è un mix. La malattia del protagonista, di solito, ha un uso maggiore per la prima categoria , però è affrontata umanizzando il personaggio (anche se non so dire quanto sia verosimile) parlando di un uomo che vive la sua malattia e l’affronta (seconda tipologia), senza andare a smuovere compassione ( non è  certamente un simpaticone amabile ). Decisamente un mix difficile da gestire. Ho apprezzato questa caratteristica in diversi punti di svolta ,che non posso approfondire a causa del rischio spoiler.

Entrando nel punto meramente più commerciale, il libro si presenta con una lunghezza di 90 pagine circa ed un costo medio di 11 euro ( esiste solo il cartaceo). Decisamente breve ma,onestamente, credo sia la lunghezza giusta e oltre le 120 (facendo adeguate aggiunte ) non sarebbe potuto arrivare ( a meno di annacquarlo pesantemente ).

segue>>

 

Annunci