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“1984” di George Orwell è un libro pubblicato nel 1949 e di cui molti di voi avranno già sentito parlare, se non addirittura studiato. In effetti Orwell è uno di quegli autori classici che si possono trovare nelle antologie scolastiche e “1984” (insieme a “La fattoria degli animali”) è una delle sue opere più conosciute. Perché ne parlo quindi?
La risposta è semplice: io non conoscevo questo libro. Ne avevo sentito parlare, ma non avendo mai avuto lezioni di letteratura inglese, mi sono affacciato a questo autore solo recentemente. Non tutti studiano letteratura inglese e non tutti leggono classici della letteratura, quindi voglio raggiungere quella fetta di persone che non conosce quest’opera (o la conosce solo per sentito dire) e/o non ha mai provato a leggerla.
“1984” è un romanzo distopico, forse uno dei primi romanzi di questo genere. Il mondo in cui si svolge il romanzo è diviso politicamente in quattro macro-aree:
-Oceania, che comprende la Gran Bretagna, l’Irlanda, le Americhe, l’Australia, la Nuova Zelanda, e la parte centromeridionale dell’Africa, governata con i principi del Socing (“IngSoc”), il Socialismo Inglese erede del Partito Laburista, il partito socialista inglese.
-Eurasia, che comprende l’Europa (esclusa la Gran Bretagna e l’Irlanda) e la Russia, la sua forma di governo è il Neobolscevismo, nato dalle ceneri del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.
-Estasia, che comprende la Cina, la Mongolia, il Giappone e la zona settentrionale dell’India e della Birmania. La sua forma di governo è il Culto della morte.
-Infine c’è una zona contesa tra le tre potenze, una terra di nessuno che comprende l’Africa centrosettentrionale, i paesi del medio oriente, e alcune zone dell’Asia centrale.
Oceania , Eurasia ed Estasia sono governate da dittature totalitarie e sono in continua guerra tra loro.
La storia del libro si svolge in Oceania dove a capo della dittatura vigente c’è l’emblematico “grande fratello”,una persona mai vista dal vivo ma di cui il volto si vede affisso su migliaia di poster sparsi per tutte le città. Il governo è effettuato seguendo il pensiero del socing, ovvero una filosofia di vita molto rigida, dove non sono ammesse relazioni sentimentali di alcun genere, pensiero libero o libertà di espressione, caratterizzata dal bi pensiero (un concetto piuttosto difficile da spiegare ma che, nella pratica, può essere riassunto in: saper negare,con convinzione, una cosa che ,fino a pochi secondi prima, si sapeva giusta).
In questo mondo distopico la società è divisa in tre strati: partito interno( vi appartengono quelli che governano ed hanno potere), il partito esterno (quella che si potrebbe definire la medio borghesia, composta da burocrati e funzionari) ed i prolet (coloro che non hanno diritti e servono solo da manodopera a basso costo). Il Partito (non essendoci altre forze politiche, il partito al governo è conosciuto semplicemente così)governa questa società manipolando le informazioni (di attualità e storiche), colpendo duramente tutti coloro che si macchiano del crimine di deviazionismo (libero pensiero) od eterodossia (rapporti sessuali basati sull’affetto e non sulla semplice riproduzione), spiando con telecamere nascoste (piazzate praticamente ovunque) o con microfoni nascosti (abbondanti come le telecamere), distruggendo l’idea di famiglia e di amicizia trasformando chiunque in possibile spia (i bambini vengono addestrati ad adorare il partito ed a denunciare chiunque commetta reato) e manipolando le persone con il controllo delle informazioni, l’uso di un capro espiatorio su cui riversare i sentimenti negativi e la continua esposizione della popolazione agli slogan di partito.
Il romanzo segue la vita di un uomo comune Winston Smith, un membro del partito esterno che ,per lavoro, “corregge” i libri e gli articoli già pubblicati. Vive in quella che è la Londra del romanzo (conosciuta come pista uno) e sin dall’inizio della storia viene presentato come un deviante che cerca di mimetizzarsi nella società.
Intorno a lui ed alla sua storia ruotano due personaggi: Julia una giovane ragazza appartenente alla lega anti-sesso (di cui Smith si innamora) e O’Brien un membro del partito interno per cui Smith prova ammirazione.
La vita di Smith sarà un alternarsi di compiti ufficiali e vita segreta, in cui cercherà di lottare per rimanere uomo libero (almeno nel pensiero). Seguendo i suoi passi si ha la possibilità di vedere le sfumature della società alienante in cui è immerso e capire quanto sia difficile per il protagonista vivere (anche solo per un momento) qualcosa che, per noi lettori, risulta normale.
Il racconto non è uno storia di eroi e ribellioni (non nel senso più classico del termine) ed il protagonista non fa quello che fa per un senso di giustizia o libertà sociale, ma risulta comunque essere un uomo coraggioso e che desidera il crollo del partito. E’ un uomo intelligente e consapevole ma che rischia grosso per sentirsi libero (distinguendosi da altri personaggi che agiscono per puro gusto del rischio).
Il romanzo, nonostante molti eventi nella vita di Smith suggeriscano il contrario, ha un tono pessimista. La pressione del partito e dei suoi controlli si fa sempre sentire, rendendo ogni azione del protagonista un rischio. Il ritmo della storia non è incalzante, ma presenta sempre elementi di interesse, che sia un evento di trama od una descrizione della realtà che circonda i personaggi.
Nei suoi contenuti e nei messaggi risulta piuttosto attuale (basta pensare agli scandali dovuti all’uso delle intercettazioni in maniera impropria, le notizie trapelate sullo spionaggio ad opera degli americani, la presenza di notiziari e giornali di parte che presentano le notizie in maniera non oggettiva …). Accettate le premesse (la genesi di questo mondo distopico) l’ambientazione e la società sembrano credibili. Le persone (anche i personaggi di sfondo) si comportano in maniera realistica(una volta capito il contesto) se facciamo il confronto con il comportamento di persone reali che si sono trovate ( o che si trovano) in un contesto simile (vedi dittature). Le stesse ideologie e teorie di pensiero del Partito risultano logiche ed accettabili (anche se non moralmente).
Nella pratica, è un buon romanzo, godibile tutt’ora (anche senza una particolare predisposizione ai romanzi classici) anche per chi (come me) non ha studiato l’autore od il significato intrinseco dell’opera. Inoltre bisogna considerare che, essendo un classico, lo si può trovare in tutte le libreria ad un costo esiguo (generalmente sui 10 euro) con all’interno (per chi ha interesse) una breve introduzione all’autore ed all’opera.